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Muovere una mano robotica con il pensiero: all’incrocio fra scienza, ingegneria e fantascienza

Created on 2014/11/6 | Update 2014/11/7 | 1663 reads
Muovere una mano robotica con il pensiero: all’incrocio fra scienza, ingegneria e fantascienza

Sofisticate protesi d'arto integrate "naturalmente" nel corpo del paziente e controllabili con il pensiero rappresentano la nuova frontiera di una ricerca nella quale convergono numerose discipline. Quali sono le prospettive concrete e i risultati attesi nei prossimi anni? Massimo Barbaro, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari, ne parlerà sabato 8 novembre.


Lo sviluppo scientifico oggi consente di lavorare alla realizzazione di protesi di arto altamente tecnologiche che potranno essere controllate tramite il pensiero, consentendo al paziente di integrarle naturalmente nel proprio corpo e di avvertirle come una vera estensione di sé e non come un corpo estraneo. Diversi programmi di ricerca in ambito europeo e mondiale promettono risultati già nel prossimo decennio.

 

Durante la mattinata dell’8 novembre, si capirà che controllare una protesi artificiale con il pensiero non è una magia, ma un obiettivo reso possibile grazie alla convergenza delle conoscenze in materia di medicina, neuroscienze, robotica, ingegneria biomedica, biomeccanica ed elettronica, alle quali si sommano indispensabili riflessioni filosofiche e psicologiche.

 

Il risultato al quale si ambisce è consentire una trasmissione di segnali pienamente bidirezionale tra il paziente e la protesi: dalla mano robotica al sistema nervoso, affinché la protesi possa restituire un’esperienza tattile e possa quindi essere accettata come parte integrante del corpo (nel processo detto “embodiment”). In senso opposto, dal paziente alla protesi, per consentire di inviare alla mano i comandi corrispondenti alle reali intenzioni di movimento della persona. I segnali vengono trasformati in segnali elettrici e interpretati da algoritmi e, grazie a sistemi elettronici avanzati.

 

La ricerca, iniziata nel 2006, si sviluppa al momento nel progetto NEBIAS, NEurocontrolled BIdirectional Artificial upper limb and hand prosthesiS, che si propone di realizzare una mano e un braccio robotico che possano essere indossati dal paziente e collegati al sistema nervoso tramite un’interfaccia impiantata grazie a dei chip a basso consumo. I chip dovranno essere assai precisi per riuscire a discernere fra le numerosissime fonti di disturbo. La comunicazione avverrà via radio o wireless.

Durante la mattinata si potrà osservare il funzionamento del prototipo di mano robotica sviluppato dal gruppo coordinato dalla prof.ssa Maria Chiara Carrozza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con lo spin off Prensilia, e dal gruppo del prof. Silvestro Micera, che coordina il progetto NEBIAS.

 

Hanno contribuito ai risultati Massimo Barbaro, Caterina Carboni, Nicola Carta, Lorenzo Bisoni, Roberto Puddu, Danilo Pani, Gianluca Barabino, Luigi Raffo, tutti membri del gruppo di ricerca Eolab del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari.

 

Dibattito dedicato agli studenti del triennio delle superiori
Sabato 8 novembre ore 9.00 Parco Monte Claro, Sala Polifunzionale, Cagliari

 

Link Box

http://ow.ly/DW8gD

 

Pic by William Whitehurst







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