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Nurnet: on line la mappa dei Nuraghi, Domus de Janas, pozzi sacri e villaggi nuragici

Created on 2015/6/28 | Update 2015/6/30 | 6789 reads
Nurnet: on line la mappa dei Nuraghi, Domus de Janas, pozzi sacri e villaggi nuragici

Alzi la mano chi prima di un’escursione, un trekking, una gita non ha dato un’occhiata a Wikimapia, il portale open data che permette a chiunque voglia di inserire nella mappa monumenti archeologici e naturali, indicare località e quant’altro. Non sempre si tratta di indicazioni precise, come spesso capita quando si tratta di un qualcosa che nasce dall’apporto collettivo, che richiede tempo per essere affinato, corretto, migliorato. di Daniele Puddu - Sardegnainblog.it


Partendo da tale esperienza, l’Associazione Nurnet ha creato un immenso database con tanto di mappa pubblicata sul proprio portale  in grado di georeferenziare tutti i nuraghi, domus de janas, menhir, pozzi sacri e villaggi nuragici della Sardegna (la tecnologia utilizzata è principalmente quella del GIS, Geographic Information Systems). Strumento che nasce anch’esso come un progetto open data – cioé senza brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione – , grazie al lavoro gratuito del CRS4 e di Nurnet e che vuole accogliere i suggerimenti  di tutti e i contributi di tutti, anche finanziari. Tante infatti le correzioni da effettuare, mancano ancora importanti monumenti (qualcuno importante, come su Mulinu di Villanovafranca), alcuni non sono localizzati con precisione, altri vanno corretti nel nome o compaiono più di una volta. Ma soprattutto servono fondi per affittare un server in grado di ospitare negli anni l’imponente archivio, anche fotografico, che tenderà col tempo a crescere esponenzialmente.  Senza contare che lo sviluppo del portale potrebbe richiedere professionalità via via più avanzate che non possono essere coperte unicamente da volontari.

 

 

Si pensi infatti che il portale era stato da prima inserito in un server pagato da un socio di Nurnet – per un importo di 60,00 euro al mese, fisicamente posizionato neli USA – ma come il link ha cominciato a diffondersi tra gli appassionati ecco che questa soluzione ha iniziato a dimostrare tutta la sua inadeguatezza. Perciò per poterlo presentare nella mostra di Cagliari 2019 presso il Ghetto, l’informatico del CRS4, ha dovuto clonare l’archivio all’interno di uno spazio server del CRS4 medesimo, dedicato normalmente ad altro. Di conseguenza: “Per i limiti di spazio dedicato abbiamo optato per il solo inserimento di foto allocate presso server esterni, a valere solo per quei server che rendono le URL disponibili. Questo significa che siamo impossibilitati per ragioni economiche alla creazione di un archivio tutto nostro, dei Sardi, costituito dalla quantità enorme di immagini che gli utenti ci stanno inviando e che potranno inserire nel geoportale. Per comprenderci si immagini 20/30.000 siti ognuno con la propria collezione di foto. Un archivio di un valore enorme che documenterebbe anche lo stato dei luoghi e sarebbe accumulo di conoscenza storica e scientifica per il futuro“. Infatti mancano ancora, ad esempio, le foto di Su Nuraxi a Barumini!

 

 

Perciò l’associazione ha formulato un appello alle istituzioni o a sponsor privati perché il progetto possa avere le dimensioni e il riflesso che deve. Pensiamo solo all’importanza che questo strumento potrebbe avere non solo per lo studio della civiltà nuragica ma anche per la valorizzazione di siti e monumenti dal punto di vista turistico.

 

 

Il sito è ben studiato e come detto è in fase di sviluppo e di tuning, provatelo, provate a zoomare sulla mappa come ho fatto io, oppure a utilizzare la funzione “cerca” per un determinato monumento. Man mano che gli utenti classificheranno i monumenti la mappa cambierà aspetto, verranno ad esempio implementate le icone tipologiche. Che ci sia molto da fare lo si evince anche zoomando sulle mappe, qui sopra ad esempio vedete il territorio di Fonni, nel quale si dovrebbero trovare ben 45 Nuraghi, 55 Domus de Janas, 25 Tombe dei Giganti e 18 villaggi con più di 1000 capanne. Evidentemente non tutti ancora presenti. Ma come detto si è all’inizio e ci vuole un attimo di pazienza, oltre che l’aiuto di tutti!

 

Grazie a Daniele Puddu per il prezioso contributo.







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