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SociaLOVEn: il primo Forno Tessile solare, leggero, resiliente e fatto di materiali rinnovabili

Created on 2016/7/11 | Update 2016/7/11 | 2090 reads
SociaLOVEn: il primo Forno Tessile solare, leggero, resiliente e fatto di materiali rinnovabili

Tecnologia, creatività, responsabilità ambientale, scambio delle competenze, animazioni territoriali. Sono le attività che hanno coinvolto per 6 mesi bambini, adulti, scuole, ricercatori e imprese. E sono anche gli ingredienti da cui è nato, in occasione del 29 giugno, Giornata Mondiale del Design Industriale, il SociaLOVEn, il primo Forno Tessile solare, il più leggero al mondo, resiliente, fatto di materiali rinnovabili.


L’iniziativa promossa dall’associazione La Casa Verde CO2.0 presieduta da Riccardo Porta vuole così portare il suo contributo nel progetto regionale “Sardegna Isola senza fine” che ha nella qualità della vita e l’innovazione le sue tematiche centrali. Bianchini, torte di mele, culurgiones con sugo di pomodoro e pecorino, polpette di verdure, composte di frutta, tutto cotto con i raggi del sole, sono i primi assaggi solari che sono stati sfornati a “Colazione da IED” all’Istituto Europeo di Design di Cagliari e al “Pranzo Solare” con le cotture solari nella Piazza dei Centomila di Cagliari e con i prodotti di campagna amica di Coldiretti e dei presidi Slow Food lo scorso 30 giugno.


L’innovazione
Per le sue caratteristiche e potenzialità, uniche al mondo, il SociaLOVEn può essere anche definito Carpet-Solar Oven e Textile Solar Bag prêt-à-porter. Il sociaLOVEn infatti prende infatti spunto dal social carpet realizzato tra le iniziative della Regione Autonoma della Sardegna in occasione di Expo Milano 2015. Il social carpet, tappeto sociale di oltre 40 metri di lunghezza, realizzato da circa 5 mila persone di ogni parte del mondo è diventato, nel tempo, vero e proprio manifesto tessile di salvaguardia della terra e del suo cibo. Ma qui il tappeto diventa addirittura trasformatore di cibo e prolungatore di cottura. È infatti realizzato sia in sartoria sia al telaio come un tappeto, in onore alla grande tradizione tessile isolana. Rispetto agli altri forni solari esistenti al mondo la sua unicità risiede nella leggerezza e resilienza e nell’origine dei suoi materiali rinnovabili come i tessili di recupero. Si piega come un giornale, pesa quanto un libro, sta in borsa, nello zainetto, in bicicletta, nel tasca del passeggino, il sociaLOVEn si trasforma rapidamente in forno ma se occorre anche in comoda borsa di sole: Solar Bag prêt-à-porter, un accessorio unisex adatto a tutti. Catturasole ad alta efficienza energetica, il sociaLOVEn funziona captando in modo diretto la luce solare, in ogni stagione dell’anno, grazie ai suoi leggeri spicchi di tessuto orientabili. Garantisce una cottura sana, priva di inquinamento, per cucinare di tutto: dai ravioli ai muffin.


La realizzazione
Alle tessitrici della cooperativa ogliastrina Tessere, il compito di realizzare materialmente il forno, dal recupero dei tessili usati (abbigliamento e corredo) depositati nella banca dei tessuti sociali di Cardedu e Baunei, purificati con prodotti naturali prodotti sempre in filiera, poi trasformati in filati per essere lavorati al telaio e diventare forni solari venduti on -line dalla stessa cooperativa di tessitrici.

Il progetto SociaLOVEn riflette pienamente lo spirito di Tèssere: sostenibilità, riutilizzo delle eccedenze, creazione di reti e sinergie tra persone e territori, attenzione all'ambiente e alla salute di tutti. Da mani sapienti, da intrecci di storie di donne telai e tessuti nasce un oggetto speciale, che custodisce il sole ne usa l’energia che diventa il nostro cibo", hanno spiegato Augusta Cabras e Lina Pisano di Tèssere.

 


La progettazione
Gli aspetti tecnologici legati alla ricezione solare e alla conoscenza del sole, la più grande stella del nostro cielo, si devono alla sintesi delle diverse competenze messe in campo: dall’esperto di energie rinnovabili e maestro di cucina solare Alexander Scano, al fisico Andrea Mameli fino all’astrofisico Manuel Floris direttore del planetario de L’Unione Sarda. Il sistema di cattura solare ad alta efficienza energetica, sviluppato con centri di ricerca e Università, è diventato, nelle filiere Edizero Architecture of Peace, la parte di ingegneria e di progettazione tessile del forno. 

La cottura solare caratterizza un nuovo modo di intendere i consumi orientati al soddisfacimento di bisogni primari come quello dell'alimentazione. Ai forni e ai fornelli solari, per dirsi pienamente sostenibili, manca tuttavia l'attenzione ai materiali alla loro origine e all'ergonomia. Il socialoven coglie in pieno questa esigenza e fornisce un esempio di forte innovazione in tal senso”, ha dichiarato il fisico Andrea Mameli.

 

Grazie alla stretta collaborazione con lo IED istituto europeo di design, il socialoven nelle sue differenti versione diventa anche un vero forno d’autore con “abiti” di design che oltre all’estetica ne esaltano anche la funzionalità. 

"Nella Giornata Mondiale del Design Industriale, IED Cagliari sostiene la sostenibilità ambientale, economica e sociale del design: è in questo ambito che si colloca la partnership con il progetto a più mani SociaLOVEn, il primo forno tessile al mondo che utilizza fonti rinnovabili, e unisce condivisione, lavoro artigianale, sostenibilità, forma e bellezza. La collaborazione con Socialoven è in linea con altri progetti della scuola in ambito artigianato e food", ha affermato la direttrice di IED Cagliari, Monica Scanu.


Cotture e ricettari solari e panieri di cibo 100% italiano
Grazie alla presenza sul territorio delle condotte Slow Food e alla collaborazione con Coldiretti Sardegna il forno solare può essere venduto nel mondo anche come paniere, ovvero completo di prodotti di alta qualità da quelli dei presidi Slow Food ai prodotti di Campagna Amica, come ortaggi, frutta, formaggi e miele di Sardegna.
E’ l’innovazione e la tecnologia che ci piace, quella glocal, dove si pensa globale e si agisce locale. Il Socialoven ne è l’esempio per il know-how e le sinergie che ci sono dietro ma allo stesso tempo per i materiali utilizzati per realizzare il forno ed i prodotti che si intendono cucinare. E’ secondo noi la strada giusta da percorrere, rispettosa dell’ambiente e dei sapori della terra”, la
dichiarazione del direttore, Luca Saba.
Il valore tecnico è stato esaminato attraverso ripetuti test di cotture dal fisico Andrea Mameli. E in particolare da Scuola di Pasta della maestra di pasta artigianale e cuoca solare, Raffaelangela Pani, la quale ha ideato la cottura solare applicata al forno tessile e stilato un ricettario solare alla portata di tutti, cuochi esperti o alle prime armi.
Da quando ho iniziato a sperimentare le cotture solari, circa 5 anni fa, ho sempre avuto in mente un forno leggero, facile da trasportare anche a piedi, maneggevole e costruito con materiali adatti alla cottura. Finalmente il sogno si è realizzato con il socialOven. Le ricette solari sono un mondo in continua crescita, che impone dei limiti (tempi e temperature prima di tutto) e regala tante soddisfazioni”.

 


Il testimonial
Il navigatore oceanico Gaetano Mura è il testimone scelto dalla squadra di progetto quale rappresentante di eccellenza di sostenibilità e di stile di vita: la solar bag è perfetta per la sua cambusa per cuocere o riscaldare in modo ecologico, sfruttando il calore del sole, gli alimenti sardi che porterà durante le prossime regate oceaniche.
"Di fronte a questo piccolo grande forno intessuto di tanta vivacità imprenditoriale mi sento anch'io un po' Imprenditore della diffusione del marchio Sardegna nel mondo. Sono convinto che sia importante trovare fonti alternative di energia, rinnovabili naturalmente, ma soprattutto credo si debba consumare meno. Questo socialoven rappresenta bene le due cose, esattamente come la mia barca, Black Sam, che è in grado di rimanere per lungo tempo in autonomia in mezzo al mare, grazie all'energia solare ed eolica, e a bordo della quale consumare meno è una necessità categorica" è il commento di Mura.

 

Socialoven in Tour
Sempre in collaborazione con L’associazione nazionale la casa verde CO2.0 così come il social carpet anche il sociaLOVEn viaggerà per tutta la Sardegna e per il resto del mondo, come forno prêt à porter ma anche come arte transumante, in sinergia con IED e nei laboratori di solar cooking destinati anche ad agriturismi e ristoratori. Le cotture ai raggi di sole si susseguiranno per tutta l’estate in vari contesti e località, dal Poetto di Cagliari all’Ogliastra con astrocucinando insieme all’osservatorio astronomico di Lanusei a Cagliari con la cucina stellare al planetario de l’Unione sarda, le cotture d’arte solare nel Museo arcivescovile di Oristano fino alla pasta di sole delle donne di Sorradile e alle cotture solari “da favola” nella libreria Koinè di Sassari.


SociaLOVEn contacts
E-mail: socialoven@gmail.com
Blog: http://socialoven.blogspot.it/
Twitter: http://twitter.com/thesocialoven
Instagram: http://www.instagram.com/socialoven/







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